Galateo e comunicazione

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Galateo e comunicazione

Premessa- Selezioniamo dal libro di Cristina Parodi , La comunicazione, edito da Sonzogno Editore, alcuni passi . Purtroppo la selezione che noi facciamo del (veramente bello e godibile ) libro della Parodi ha due difetti, che dobbiamo far presenti per non rischiare di far torto all’Autrice : non rende quella grazia e quell’humour che Essa é riuscita a infondere nelle 152 pagine da Lei scritte ( colpa di quella benedetta forma mentis di giurista che ci portiamo dietro !) ; impoverisce anche, in certi punti, gli insegnamenti che l’Autrice dà ai suoi lettori, in quanto omette quelle “eccezioni alla regola” che l’Autrice ha l’intelligenza di fare ( colpa del poco spazio che siamo costretti a dare al libro per non cadere….nel più sfrontato plagio ).

Un ultima doverosa avvertenza : alcune volte – a dir il vero, pochissime volte – ci siamo concessi la licenza di non riportare le esatte parole del libro : quindi il lettore sa che se troverà qualche strafalcione o stonatura non li dovrà addebitare all’Autrice ma…qui é meglio omettere il nome.

Presentare e presentarsi

La regola tradizionale del Galateo prescrive che si presenti sempre:

  • Prima la persona meno importante a quella più importante, quasi si presuma che quest’ultima sia già nota alla prima e che comunque la più importante abbia diritto di sapere per prima il nome dello sconosciuto che le sta di fronte

  • Prima la persona più giovane a quella più anziana, in segno di riguardo verso quest’ultima.

  • Prima il signore alla signora, in segno di rispetto.

  • Prima il parente all’estraneo.

  • L’ultimo arrivato al gruppo dei presenti.

Nelle presentazioni é di fondamentale importanza dire sempre prima il nome e poi il cognome, quindi “Carlo Rossi” e non “Rossi Carlo”.

Se vi trovate poi a dover presentare a qualcuno una coppia di coniugi, direte sempre i nomi di battesimo di lui e di lei e il cognome da sposati. Quindi Carlo e Pia Rossi. Se avete invece presentato presentato Carlo Rossi, che ha fatto l’ingresso con una signora che vedete per la prima volta, sarà a quel punto lui a dovervela presentare. Nell’ipotesi che sia la consorte, Carlo dirà: “ Vi presento mia moglie” che é l’unica espressione corretta in questo caso. Chiamarla “consorte” o “dolce metà”, per quanto voglia esprimere considerazione o affetto, non fa parte della tradizione e quindi sembra poco elegante. (….) Se la signora con cui Carlo Rossi ha fatto il suo ingresso non é la moglie, ma la sua convivente, la presenterà con nome e cognome, per esempio Chiara Alberti, senza specificare null’altro. Tutte le possibilità di espressione come “la mia convivente” o “la mia compagna” o “la mia fidanzata” non sono socialmente corrette, benché di fatto tali casi siano sempre più frequenti.

In una riunione sociale, facendo le presentazioni, si omettono sempre i titoli, sia quelli professionali sia quelli nobiliari. Si dirà dunque : “Cara, ti presento Eugenio Vattelapesca. E’ l’avvocato che ci ha assistiti….” e non “ Cara, ti presento l’avvocato Vattelapesca…”. (….) Non così sarà invece in ufficio e in qualsiasi situazione professionale. In questo caso, diversamente dalle occasioni sociali, si fa sempre precedere il nome dal titolo, come il dottor Bianchi, la professoressa Rossi, il geometra Verdi, l’avvocato Neri e così via. Il motivo é facile da intuire : sul lavoro é importante chiarire il titolo di ciascuno. ( …) I titoli professionali delle signore – ormai nel mondo del lavoro ce ne sono tante – si usano al femminile solamente nel caso di dottoressa e professoressa . In tutti gli altri casi si dirà perciò : “L’ingegner Monica Rossi”, “L’avvocato Enrica Bianchi”, “Il direttore editoriale Gabriella Biondi” e così via.

Al telefono

Quando si telefona é scortese dire : “Pronto, chi parla ?” E’ chi chiama che deve annunciarsi e non verificare chi abbia risposto dall’altro capo.

Se ci risponde una persona diversa da quella che cerchiamo, dovremmo annunciarci con garbo e dire : “Buon giorno, sono Cristina, posso parlare con Anna ?” E se ci trovassimo noi di fronte a questa richiesta, non dovremmo mai rispondere cose del tipo : “Sta dormendo”, oppure “Sta mangiando”, o ancora peggio “E’ in bagno” . Si dice semplicemente : “E’ occupata e non può venire al telefono in questo momento. Sono sua sorella Chiara, vuole lasciare un messaggio o posso farla richiamare?”

Se cade la linea, chi ha chiamato é tenuto a richiamare.

Di solito é chi ha chiamato che dovrebbe chiudere la conversazione, ma se la telefonata che si riceve si protrae troppo, si può sempre abbreviare con un gentile : “Scusami, sono costretto a salutarti, devo proprio andare adesso. Ci sentiamo presto”.

E’ doveroso spegnere i telefonini negli ospedali, a teatro e nelle sale da concerto, nei cinema, nei musei, in aereo, in chiesa. Il Galateo ci impone di spegnerli al ristorante o in casa d’altri e di tenerli nella borsetta o in tasca.

Corrispondenza epistolare

L’indirizzo sulla busta deve essere scritto, oltre che con la massima chiarezza, rispettando un apposito codice. Nella prima riga andranno trascritti il nome e il cognome, nella seconda, la via con il numero civico, nella terza, la città con il codice postale, nella quarta eventualmente la nazione. Il blocco di quattro o cinque righe non va centrato nello spazio della busta, ma occupa il quadrante in basso a destra.

Quindi :

Gentili signori

Umberto e Rosa Rossi

Via Tizio 91

00100 Milano

Il nome e l’indirizzo del mittente, stampati o scritti a mano, potranno essere posti o sul retro della busta, al centro della patella, oppure sul fronte della busta stessa in alto a sinistra.

Parliamo ora delle partecipazioni di matrimonio.

Per gli sposi giovani va bene il cartoncino a libro, in cui a sinistra i genitori di lei annunciano il matrimonio della figlia, e nella pagina di destra i genitori di lui annunciano il matrimonio del figlio. I genitori compariranno con nome e cognome di lui ( senza titoli professionali e accademici ), il nome di lei sarà seguito dal cognome comune ( cioé quello del marito ) cui si aggiungerà anche il cognome di lei da nubile. Inoltre in basso, su ciascuna facciata, sono stampati gli indirizzi delle due famiglie d’origine, mentre al centro, sempre in basso, campeggia l’indirizzo nuovo degli sposi. Al centro del cartoncino, a cavallo della piega, il luogo, la data e l’ora della celebrazione

Se la coppia non é più giovanissima, e mi riferisco a tutti gli ultratrentenni, magari già conviventi da tempo, sembra ridicolo o per lo meno esagerato che siano i genitori a fare l’annuncio del matrimonio. Meglio allora un semplice cartoncino postale, eventualmente impreziosito dai bordi in rilievo, in cui lui e lei, gli sposi, annunciano direttamente le loro nozze, specificando la data, il luogo e l’ora e fornendo unicamente l’indirizzo comune.

La partecipazione serve solo per comunicare l’evento del matrimonio, per rendere partecipi, appunto, gli amici e i parenti, ma non costituisce di per sé un invito. Infatti si può rendere partecipi un numero molto ampio di persone, mentre più ristretto può essere quello degli invitati che si desiderano al ricevimento.

Nell’annuncio, o comunque nella stessa busta, va quindi inserito un altro cartoncino staccato, che é appunto l’invito, che avrà lo stesso stile e lo stesso carattere della partecipazione. La formula più classica prevista dal Galateo é anche la più berve e dice semplicemente : “ Carlo Rossi e Sofia Rossi Verdini – in casa – Sabato, 18 Aprile, ore 18,30 – RSVP tel. 02.333333 Milano, via Caio Sempronio 111”. L’indirizzo serve non solo per indicare il luogo dove si effettuerà il ricevimento, ma anche per agevolare la risposta degli invitati. L’indicazione dell’ora serve per comunicare agli invitati a quale tipo di rinfresco vanno incontro, se a un cocktail, a un pranzo o a una cena. Questo se il rinfresco avviene in casa. Se invece, come più normalmente succede, si invita dopo la cerimonia a una colazione o a un pranzo in un locale, un ristorante, un albergo, l’esempio da seguire é il seguente, in cui sono direttamente i due sposi a convocare le persone più care: “Matteo e Monica – all’hotel des Bains – Lido di Venezia – Sabato 21 Settembre alle 20,30 – RSVP Tel. 02.444444”

Le partecipazioni e gli inviti allegati si mandano quattro o cinque settimane prima del matrimonio; con maggiore anticipo se é previsto, come in agosto, un lungo periodo di vacanza prima della data fatidica.

Chi riceve la partecipazione o l’invito é tenuto a rispondere – basta una telefonata – e a recapitare un dono accompagnato dal proprio bigliettino e da un messaggio personalizzato.

Anche gli sposi, tornati dal viaggio di nozze, dovranno armarsi di penna e, sul loro comune cartoncino postale, dopo aver barrato i loro nomi stampati, ringrazieranno tutti coloro da cui hanno ricevuto un dono. Naturalmente ogni ringraziamento dovrà essere personalizzato e contenere un cenno all’oggetto ricevuto. Per esempio:

Carissimi Anna e Luca

mille grazie per aver condiviso un giorno per noi indimenticabile, e vi ringraziamo anche per il bellissimo e graditissimo vassoio, che stiamo già utilizzando.

Un abbraccio affettuoso,

Gianni e Lara.

Regole auree della posta elettronica.

Quando si riceve un’e-mail é buona regola rispondere rapidamente. Di solito il massimo concesso é tre giorni. Questo per rassicurare il mittente della ricezione della sua lettera.(…..)

Se si vuole sottolineare una parola, la si deve racchiudere tra asterischi, per esempio : “ Sono stata *molto * felice di rivederti”. (….)

Scrivendo, non essendo assistiti dal tono della voce né dall’espressione del viso, é importantissimo essere chiari ed evitare ogni fraintendimento. Così é nata tutta una serie di segni chiamati Emoticon ( sintesi di emotion e icon ). Ad esempio si usa il segno “ :-)” ( cioé il segno formato da due punti, un trattino e una aprentesi chiusa ) sper far capire che abbiamo fatto una battuta, che pertanto le nostre parole non debbono essere perse sul serio. Al fine poi di guadagnare tempo sono venuti in uso nella corrispondenza elettronica tutta una serie di acronimi. Ad esempio “tvb = ti voglio bene ; msg = messaggio ; AAMOF ( as a matter of fact ) = in realtà. Il loro uso dipende naturalmente dalla intimità che si ha con il corrispondente.

Regole per chi partecipa a una chat line.

Persone che non si sono mai viste in faccia, ma che condividono gli stessi interessi, problemi, curiosità, si incontrano in internet e dialogano, attraverso messaggi scritti, in tempo reale, come in un salotto virtuale. Questa sono le chat lines, linee per chiacchierare, in cui si accede liberamente e gratuitamente, scegliendo la propria linea d’interesse. (…) Ciascun partecipante é presente con un nick-name, cioé un soprannome che si é scelto e che comparirà ogni volta all’inizio del suo messaggio. (…) Chi si iscrive deve fornire i propri dati e il proprio indirizzo e-mail e scegliersi appunto un nick-name, cliccando sul quale si ottiene l’indirizzo di posta elettronica della persona.

Una volta iscritti é consigliabile fare per un po’ gli “spettatori”, ossia leggere che cosa si dicono i partecipanti, senza prendere parte attiva alla conversazione. Dopo aver assistito si potrà intervenire con il proprio soprannome e lo si dovrà fare sempre a proposito, seguendo il filo della discussione, rimanendo nell’ambito del tema trattato e rivolgendosi a tutti gli altri, proprio come in un salotto. E quando si abbandona la chat e si esce, é buona educazione salutare.

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