Intercettazioni

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Prove acquisite da registrazioni e intercettazioni ambientali.

AB. – Se il signor Rossi telefona al signor Bianchi, questi può registrare la telefonata ?

Sanguineti – Ti rispondo con un’altra domanda : Bianchi può prendere appunti su quel che gli viene dicendo Rossi per telefono ?

AB.- Chiaramente, sì.

Sanguineti .-  E allora, se il Legislatore gli permette di prendere appunti in aiuto alla memoria, non gli può certo proibire di ricorrere a quel perfetto aiuto alla memoria che é la registrazione. Questo é in buona sostanza il ragionamento che convince i nostri giudici a ritenere la legittimità della registrazione di una telefonata da parte di chi ha fatta o ricevuta la telefonata stessa.

AB.- Ma una differenza tra gli appunti e la registrazione c’é. Gli appunti che Bianchi prende non costituiscono prova di niente, mentre la registrazione viene a costituire con tutta evidenza prova della telefonata. E il Bianchi  può registrare, la telefonata che il commendator Rossi gli ha fatto, proprio per poi dimostrare che il commendator Rossi gli ha detto questo e quest’altro. Insomma la registrazione può servire a fabbricare un’arma contro il commandator Rossi; il che a questi può anche non far piacere.

Sanguineti- Su questo sono d’accordo con te. E’ vero però anche, che l’interesse ( A ) del Rossi  a che il Bianchi,  e solo il Bianchi, senta, quel che viene dicendo per telefono, é diverso dall’interesse ( B ) sempre del Rossi a che il Bianchi non tradisca la sua fiducia usando, le parole da lui dette, contro di lui.

AB- E con ciò ?

Sanguineti- Con ciò può essere che un legislatore – siccome la tutela di un interesse comporta un prezzo , il prezzo dato dal sacrificio dell’interesse contrapposto – decida di tutelare solo l’interesse (A) ( ciò che comporta di solito unicamente il sacrificio dell’interesse, ben poco meritevole di essere salvaguardato! di chi vuol mettere il naso negli affari altrui ) e non anche l’interesse ( B ) ( la cui tutela comporterebbe il sacrificio di quell’interesse di una persona a trasmettere ad altri le sue conoscenze, che  é un aspetto del diritto a manifestare il proprio pensiero – diritto questo  tutelato,sia pure con delle eccezioni, dall’art. 21 della Costituzione ). Insomma la tutela dell’interesse B ci può ben essere – dato che il principio di “libera manifestazione del proprio pensiero”, ancorché espresso dalla Costituzione, tollera come ho detto delle eccezioni – ma il giurista la deve ammettere solo se risulta chiaramente da una norma ; mentre non vi é nessuna norma  che faccia divieto di registrare le telefonate ricevute o date.

AB D’accordo, il Bianchi può registrare la telefonata fattagli dal Rossi, ma può rivelarne il contenuto ad altri ?

Sanguineti- Qui interviene proprio quella norma di cui poco fa parlavo ; norma che nel caso é l’art. 93 della Legge sul diritto di autore – articolo che, se tu ricordi, abbiamo già incontrato parlando della corrispondenza epistolare . Quest’articolo é per analogia applicabile a qualsiasi corrispondenza documentata ; il che significa che il Bianchi potrà, sì, rivelare il contenuto della telefonata a determinate persone, ma non potrà renderlo pubblico.

AB. Ma quand’é che una notizia é resa pubblica ?

Sanguineti – Quando qualsiasi persona ( sia pure a certe condizioni ) ha diritto di prenderne conoscenza ( ad esempio, comprando il giornale ).

AB. Quindi l’interlocutore ( in una telefonata ) non può “riversarne” il contenuto in un processo civile, dato che i processi sono pubblici e ogni persona ( sia pure a certe condizioni) ha diritto di leggerne gli atti.

Sanguineti- No, invece può farlo, perché alla regola dell’articolo 23 fa eccezione il successivo articolo 24, per il caso la conoscenza della corrispondenza sia “richiesta ai fini di un giudizio civile o penale”.

AB. Poniamo che Bianchi voglia , non registrare la telefonata tra lui e il Rossi, ma la telefonata tra il Rossi e il Verdi : può farlo ?

Sanguineti- No, gliene fanno divieto, l’articolo 617, per il caso che la registrazione avvenga fraudolentemente ( cioé, ad esempio, con l’installazione di apparecchi ad hoc), e, l’articolo 615bis, per i caso che avvenga  “nell’abitazione altrui”(  in genere, nei luoghi indicati nell’art. 614 ) e ( solo ) “indebitamente” , cioé in mancanza del consenso del “dominus” ( e non “fraudolentemente” ).

Ab Che dicono tali articoli ?

Sanguineti – Ti riporto i loro commi essenziali.
Art. 615bis commi 1e 2 : “Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentisi nei luoghi indicati nell’art. 614, é punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo”.
Art. 617 commi 1 e 2 : “Chiunque fraudolentemente, prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce é punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni o delle conversazioni indicate nella prima parte di questo articolo”.
In modo sostanzialmente analogo sono tutelate dall’art. 617 quater e seguenti le comunicazioni informatiche o telematiche.

Ab. Mettiamo però che il Bianchi voglia prendere conoscenza, non di una conversazione telefonica ( telegrafica, telematica…) tra Rossi e Verdi, ma di una loro conversazione vìs a vìs ( di una conversazione inter praesentes, come dite voi giuristi ) : commette anche in questo caso un illecito penale ?

Sanguineti- No ; e “no” , anche se si serve di un registratore per documentare la conversazione.
Dirò di più, non commette un illecito neanche la persona che, ospite in un’abitazione, registra le conversazioni che proprio aure può ascoltare : infatti l’articolo 615 bis punisce solo chi “si procura”  “ mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora” notizie ecc.ecc. ; mentre nel caso il registratore servirebbe, non “per procurarsi”, ma per documentare le notizie.
Dirò ancora di più,  neanche viola la legge penale ( l’articolo 617, prima citato ) chi , sempre proprio aure, ascolta una conversazione telefonica tra terzi ( ad esempio profittando del  “viva voce”  in funzione) e la registra: questo sempre perché, nel caso, l’apparecchio meccanico serve, non a captare, ma solo a registrare. Tutto questo però sempre che l’ascolto non possa qualificarsi fraudolento ( e probabilmente dai nostri giudici tale verrebbe ritenuto quello fatto nascondendosi dietro una porta ).

AB- Resta fermo, però, che commette reato il Bianchi, che usa di un apparecchio per intercettare quel che non riuscirebbe a intercettare usando dei propri sensi ( orecchie e anche occhi, dato che una conversazione, bada, può avvenire tra terzi anche mediante gesti ). Mettiamo però che il Bianchi, furbone, per venire a sapere quel che Rossi e Verdi si dicono, usi il sistema di convincere ( con soldi o con minacce o in qualsiasi altro modo ), uno degli interlocutori, metti, il Verdi, a registrare il colloquio mentre che avviene e, poi, a consegnargli il registratore : in questo caso, vi é illecito o no? Io direi di si, perché in definitiva il Verdi diviene una longa manus del Bianchi e non vedo la differenza tra il Bianchi, che riesce a registrare “a distanza”, nascondendo una “pulce” nei vestiti di Rossi, e il Bianchi, che riesce a intercettare a distanza, mediante il registratore messo nelle tasche di Verdi, sia pure col consenso di questi.

Sanguineti –  Il caso che tu mi poni é quello del cosiddetto “agente attrezzato per l’ascolto”. Intendendosi per tale quella persona, poco importa se appartenente alla polizia o privato, che si presenta a un colloquio nascondendo strumenti atti all’ascolto: la polizia vuole incastrare il mafioso tal dei tali e manda, a un colloquio con lui, Pinco Pallino, che nasconde nella borsa un microfono : e così, quel che dice il

mafioso, viene registrato e documentato. Ebbene il caso é stato ed é discusso, ma prevalentemente si ritiene che né Pinco Pallino ( che ha effettuata la registrazione ) né il “poliziotto” ( che lo ha incaricato e  attrezzato per la registrazione ) vadano puniti  penalmente. Questa soluzione per quel che riguarda Pinco Pallino ( l’interlocutore fedifrago ) regge bene: infatti, senza dubbio, l’art. 617 si limita a punire solo l’intercettazione di un colloquio che avvenga tra terzi, non anche la registrazione di un colloquio a cui si partecipi : é pacifico che Pinco Pallino, che, senza previo accordo con la polizia, registra il colloquio telefonico da lui avuto con Rossi e,poi, porta la registrazione alla Polizia, non commette reato. Tale soluzione invece é certamente più ….traballante, per quel che riguarda il poliziotto ( in genere, chi ha dato a Pinco Pallino l’incarico ) . Vero é che sembra assurdo non punire Pinco Pallino e punire il poliziotto ( forse che non concorrono entrambi nello stesso fatto ? )

AB. Ma le prove raccolte con l’intercettazione di una conversazione tra terzi, che tale,  volere o no, é quella dell’esempio, può essere utilizzata in giudizio ? Anzi, pongo   la domanda più un generale :  le prove raccolte con un’intercettazione di un colloquio tra terzi possono o no essere utilizzate in giudizio ?

Sanguineti. Nel dare a tale domanda la risposta, dico subito, negativa ( no, all’utilizzazione ),  ci si basa sulla disciplina data dal Codice di procedura sulle intercettazioni effettuate su impulso del Pubblico Ministero, e in particolare sull’art. 271 Cod. Proc. Pen., che , nel suo primo comma, recita : “ I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora le stesse siano state eseguite fuori dei casi consentiti dalla legge o qualora non siano state osservate le disposizioni previste dagli artt. 267 e 268 commi 1 e 3”.

AB -Ma questa disciplina é dettata dalla esigenza di porre dei limiti allo strapotere della macchina investigativa dello Stato – esigenza che non rileva nei casi in cui l’intercettazione é operata più o meno rudimentalmente da un privato.

Sanguineti – Questo é vero. E io ritengo che, in caso di intercettazioni operate da privati, ci si debba solo riferire al dictum del 1.comma art. 191 ( “ Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate” ) ; non solo,ritengo anche che tale articolo vada interpretato restrittivamente, nel senso cioé che la prova vada ritenuta utilizzabile ( ancorché raccolta in “violazione dei divieti stabiliti dalla legge” ), quando, fatto un bilanciamento tra il bene sacrificato con la intercettazione ( in buona sostanza, l’interesse alla segretezza della corrispondenza ) e il bene che si rischia di sacrificare non utilizzando la prova , questo secondo risulti di maggior peso ( naturalmente alla luce dei principi che informano la nostra Costituzione ). Per cui l’interesse alla segretezza dovrà ritenersi soccombente rispetto, non solo  naturalmente all’interesse alla vita e alla salute, ma anche all’interesse all’onore e alla reputazione.

AB- Opinione apprezzabilissima la tua, ma in pratica chi é in possesso della intercettazione di una comunicazione tra terzi , poco importa se svolta in via telefonica ( telematica…) o inter praesentes deve aspettarsi che il giudice penale e, direi a maggior ragione, il giudice civile, la ritenga inutilizzabile.

Sanguineti. E’ così. Però tieni presente che, se non potrà acquisirsi alla causa il nastro in cui é stata registrata la conversazione, nulla impedisce ( salvo i casi eccezionali, a cui si riferisce il comma sei dell’art. 195 ) che venga sentito come teste, l’operatore che ha fatto l’intercettazione, su quel che suo aure ha sentito ( Bianchi, che mentre eseguiva la intercettazione,era tanto vicino agli interlocutori da sentire quel che dicevano, potrà riferire sul contenuto della loro conversazione come testimone ).

AB- E in effetti non vi é nessuna norma che vieti la testimonianza del Bianchi e quindi tale testimonianza non potrebbe dirsi acquisita “ in violazione a un divieto”. Qui possiamo fermarci.

Sanguineti –  A dir il vero ci sarebbe ancora da dire sui particolari limiti che incontra –  non quivis de populo che opera una registrazione “ a fini esclusivamente personali”  e senza l’intenzione di destinare i “dati” raccolti “ ad una comunicazione sistematica o alla diffusione” ( vedi art. 5 Codice privacy )- ma chi agisce professionalmente come l’investigatore privato. Ma su ciò possiamo anche parlare altra volta.

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