Passi tratti da Jnana-Yoga di Vivekananda

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Passi tratti da Jnana-Yoga di Vivekananda

Avvertenza: le parole in corsivo non sono di Vivekananda ma servono a introdurre il Suo pensiero. Lo stesso dicasi per le parole tra parentesi.

– Tutto ciò che é composto deve prima o dopo ritornare alle sue parti componenti. L’Io ( l’anima) non é un composto per cui é immortale, onnisciente, onnipresente.

– L’anima non é una forza e neppure é pensiero. E’ costruttrice di pensieri, ma non é già il pensiero, fabbrica il corpo, ma non é il corpo. Perchè ? ( perché ) il corpo non può essere l’anima ? Perché non é intelligente. Un cadavere non é intelligente, e così pure un pezzo di carne nella bottega d’un macellaio.

Ora che cosa intendiamo per intelligenza ? Una potenza reattiva. Approfondiamo un po’ più la cosa. Ecco un bicchiere; lo vedo. Come? Dei raggi di luce partenti dal bicchiere entrano nei miei occhi e creano un quadro nella mia retina, quadro che viene trasmesso al cervello. Finora, però, non c’é visione. Quelli che i fisiologi chiamano nervi sensori trasmettono questa visione verso l’interno. Ma fino a questo momento non c’é reazione. Il centro nervoso situato nel cervello trasmette l’impressione alla mente, e quest’ultima reagisce. Appena avviene una tale reazione, ecco che il bicchiere invia a me il suo raggio e diviene visibile.

( Ma approfondendo ci accorgiamo che neanche la mente é la vera potenza reattiva, il vero Io ). Supponete di starmi ad ascoltare attentamente e che una zanzara ( vi morsichi ). Voi, però, siete così attenti ad ascoltarmi che non sentite affatto la morsicatura della zanzara ( ancorché la sensazione abbia attinto la mente: questa ha ricevuta la sensazione, ma non ha reagito ). (…) Tutto ciò fa vedere che la mente stessa (…) é uno strumento in mano di qualcuno ( che cioé l’Ente che reagisce non é la mente ). In primo luogo, vi é dunque il corpo; in secondo, la mente o strumento del pensiero; in terzo, l’Io dell’uomo al di là di questa mente ( e la vera Entità reagente ).

– Vediamo quindi che l’Io non é corpo e neppure é pensiero. ( In quanto non può essere né veduto né immaginato ) . E ( neanche ) può essere un composto. Perché no ? Perché ogni composto può essere veduto o immaginato. (Né può essere creato o causato da qualcosa al di fuori di sé ; com’é invece per le cose composte, dato che queste si formano dietro all’azione di un forza, di un quid che costringe a stare uniti i loro elementi componenti . Quindi l’Io dell’uomo va oltre la legge di causalità ). L’Io andando oltre la legge di causalità (…) é sempre libero. ( Egli é anche onnipresente ).Com’é che l’anima é onnipresente ? Che cosa vi é – chiedo io – che possa limitare ciò ch’é al di là della legge, oltre la causalità ? Questo bicchiere é limitato; esso non é onnipresente, perché la materia che lo circonda lo obbliga a prendere quella data forma e non gli permette d’allargarsi. É condizionato da tutto quanto lo circonda, ed é perciò limitato. Ma ciò che é al di là della legge, ove nulla havvi che possa agire sopra di esso, come può essere limitato ? Non può non essere onnipresente. Voi siete in qualsiasi luogo nell’universo. (….) Ancora un passo e verremo ad una conclusione logica senza più arrestarci a mezza strada. Voi siete studiosi di metafisica e dovete andare diritti fino in fondo. Se siamo dunque al di là della legge, non possiamo non essere onniscienti e sempre beati; ogni conoscenza deve essere in noi, e così pure ogni potere ed ogni beatitudine. Certamente. Voi siete degli esseri onniscienti e onnipresenti nell’universo. Ma di tali esseri possono essercene molti ? Possono esserci centomila milioni di enti onnipresenti ? No, sicuramente. Che cosa ne é allora di tutti noi ? Voi siete solo Uno, non vi é che un unico Io, e quest”Io siete voi. Otre questa piccola natura havvi ciò che noi chiamiamo “Anima”. Vi é solo un Essere, un’unica Esistenza, sempre beata, onnipresente, onnisciente, senza nascita e senza morte. “ Grazie a Lui il cielo si stende, l’aria si agita, il sole splende e noi tutti viviamo. Egli é la realtà della natura, l’Anima della vostra anima; anzi voi siete Lui, voi siete con lui”.

– Negare che l’anima sia libera ( in quanto non soggetta a subire la volontà o l’azione di un quid esterno a lei ) significa negare la sua immortalità

– Voi non potete parlare d’immortalità dell’anima, ammenochè concediate che quest’ultima é per sua natura libera o, in altre parole, che nulla dal di fuori può influire su di essa, giacché la morte é un effetto prodotto da qualche causa esterna. Bevo del veleno e muoio, mostrando in tal modo che il mio corpo può avere un agente esterno che opera su di esso, agente ch’é chiamato veleno. Ma se é vero che l’anima é libera, ne consegue naturalmente che nulla può avere azione sopra di essa, per cui non può morire” ( p. 169 ).

– Non si può dire che noi diventeremo felici ( in quanto liberi e forti ) nel futuro se non si riconosce che noi siamo già ora e sempre siamo stati felici ( in quanto liberi e forti) : non si può ottenere che quel che già si possiede.

– In ogni sistema troviamo dunque questa dottrina : non si può ottenere che quel che già possediamo ( p.167 ). Voi siete già puri; voi siete già liberi. Se credete di essere liberi, liberi voi siete fino da questo momento; e, se credete di essere vincolati, siete vincolati. E’ questa un’affermazione molto ardita, e come ho già detto parlerò con la massima arditezza possibile. Ciò potrà spaventarvi, ma se ci ripenserete e ne farete l’applicazione pratica ( sì, perché l’esperienza pratica dimostra proprio questo : se uno si crede vile, si comporta da vile, se uno si crede coraggioso si comporta da coraggioso !), vi accorgerete che quanto vi dico corrisponde a verità. Poiché se supponete che la libertà non sia la vostra natura non sarete mai liberi. Se credete di essere stati liberi, e di avere in qualche modo perduto tale libertà, ciò significa che non eravate liberi fino da principio. Se foste stati liberi, che cosa vi avrebbe fatto perdere la libertà ? L’indipendente non può mai essere reso dipendente; se é davvero dipendente, vuol dire che la sua indipendenza era un’allucinazione.

– Libertà, immortalità, beatitudine : tutto dipende dall’anima ch’é al di là della legge di causalità, oltre questa Maya. Su quale delle due alternative fisserò la mia attenzione ? O é un’illusione la prima oppure é un’illusione la seconda. Certamente riguarderò la seconda come un’illusione. Ciò é più consono con tutti i miei sentimenti e le mie aspirazioni. Sono perfettamente consapevole di essere libero per natura, e non ammetterò mai che questo vincolo sia vero e la mia libertà un’illusione ( p. 169 )

– Il mutamento e addirittura la perdita di quelle idee, di quei sentimenti, in cui ci identifichiamo non lede il vero “io” perché riguarda l’io apparente, il falso ego. Bisogna dunque distinguere tra vero Io e io apparente.

– La gente poi chiede se l’individualità sarà conservata. Che cos’é l’individualità? Vediamolo. Il bambino non ha baffi; quando sarà uomo avrà forse barba e baffi. La sua individualità sarebbe perduta se fosse nel corpo. Se io perdo un occhio oppure una mano, la mia individualità sarebbe perduta se fosse nel corpo. Allora un ubriacone non dovrebbe cessare di bere, perché perderebbe la sua individualità. Un ladro non dovrebbe diventare un galantuomo, altrimenti perderebbe la sua individualità. (…) Non havvi individualità che nell’infinito, essendo questa l’unica condizione che non comporti cambiamento. Qualsiasi altra cosa é in costante flusso. (….) Noi non siamo ancora individui, ma stiamo sforzandoci per giungere all’individualità, ossia all’infinito, ch’é la vera natura dell’uomo. Vive solo colui la cui vita é in tutto l’universo, e quanto più noi concentriamo la nostra vita su quel ch’é limitato, tanto più rapidamente andiamo verso la morte. Viviamo solo in quei momenti in cui la nostra vita é negli altri, nell’universo intero. Vivendo questa piccola vita, siamo puramente e semplicemente nel dominio della morte: ecco perché abbiamo paura di morire. Della paura della morte é possibile trionfare soltanto quando riusciamo a farci un’idea che, finché nell’universo vi é vita, noi viviamo. Quando l’uomo può dire : “ Io sono in ogni cosa ed in ognuno; in tutte le vite; in tutto l’universo”, – allora può dire di aver definitivamente cacciato la paura. Parlare d’immortalità ( identificando il nostro io ) in cose che continuamente cambiano é assurdo ( p. 38 ) .

– Ogni essere umano chiunque sia e dovunque si trovi, ha un ideale d’infinito potere e d’infinito piacere. La maggior parte delle opere che vediamo attorno a noi, le attività che dappertutto vengono esplicate, sono dovute alla lotta per quest’infinito potere o per quest’infinito piacere. Ma alcuni riescono molto presto ad accorgersi che sebbene lottino per il raggiungimento d’un tal fine, non é già mediante i sensi che possono pervenire a tanto. Essi finiscono ben presto per constatare che i sensi sono troppa piccola cosa per esprimere l’Infinito. Il manifestarsi dell’Infinito attraverso il finito é fuori di ogni possibilità, e, tosto o tardi, l’uomo é fatto accorto della vanità dei tentativi di esprimere l’Infinito mediante il finito. Una tale rinuncia rappresenta la vera e propria base dell’etica. Non é mai esistito un codice etico che non avesse avuto la rinuncia per suo fondamento. L’etica dice sempre: “ Non io ma tu”. Il suo motto é il seguente: “Non il sé ma il non sé” ( p. 19 ). ( Vero é che la rinuncia che i precetti etici ci impongono é la rinuncia al nostro falso io, cioé a quella caricatura del nostro vero io che nasce quando autoipnotizzandoci ci crediamo deboli e infelici, quindi in definitiva rinunciando si rinuncia…a niente).

– C’é però un pericolo. Vediamo che in ogni paese non manca la gente che dice : “Io sono al di là della virtù e del vizio, e non sono perciò vincolato da alcuna legge morale. Posso dunque fare ciò che più mi piace”. Potrete in questo paese trovare presentemente dei pazzi che dicono: “Nulla mi può obbligare; essendo Dio, posso fare ciò che voglio”. Questo non é giusto, sebbene sia vero che l’anima é al di là di ogni legge: fisica, mentale o morale. Entro la legge ( cioé fino a che ci identifichiamo nel nostro falso io ) esiste vincolo; al di là della legge havvi libertà ( p. 262 ).

– La volontà libera é un’espressione senza senso. La volontà ( beninteso la volontà che nasce dal desiderio ) non può mai essere libera. Come potrebbe esserlo ? E’ solo quando l’uomo reale é divenuto vincolato ( in quanto credendosi debole e misero ha cominciato a desiderare ) che la sua volontà ha cominciato ad esistere, e non prima. La volontà umana é legata, ma ciò che costituisce la base di quella volontà ( cioé il vero Io che, come motore immobile, può dirsi causa di ogni atto volitivo, in quanto ogni atto volitivo tende in definitiva a realizzare quell’ananda, quella infinita felicità a cui ogni uomo aspira e che é propria del vero Io ) é eternamente libero. Così, anche nello stato di schiavitù ( in cui siamo ) rimane in noi il ricordo della libertà, ch’é nostra per diritto divino. E coscientemente oppure incoscientemente, lottiamo tutti per giungere fino ad essa (p.263).

Il bene e il male sono concetti relativi.

– Non esiste in questo mondo nessuna cosa su cui sia lecito apporre l’etichetta di buona, solamente di buona, oppure di cattiva, solamente di cattiva. Il fenomeno che oggi ci appare buono può apparirci domani cattivo. La stessa cosa che produce miseria nell’uno può produrre felicità nell’altro. Il fuoco che brucia il bambino può cuocere un buon pasto per un affamato ( p. 57 ).

-Siamo noi a crearci il nostro mondo. S’io sono cattivo, tutto il mondo é cattivo per me ( p. 156 ).

-Perché vediamo la malvagità intorno a noi ? Eravi un tronco d’albero e, nell’oscurità, passò un ladro e disse: “Ecco un poliziotto”. Un giovane, che aspettava l’amante, lo vide e credette che fosse la sua diletta. Un bambino , al quale avevano raccontato storie di fantasmi, lo prese per un fantasma e cominciò a gridare. Ma esso non cessò mai di essere un tronco d’albero. Vediamo il mondo come noi siamo. Supponete che in una stanza vi sia un bambino con un sacco d’oro sulla tavola, e che venga un ladro e che rubi l’oro. Come potrebbe il bambino sapere che l’oro é stato rubato ? Ciò che abbiamo internamente lo vediamo esternamente. Il bimbo non ha alcun ladro dentro di lui e perciò non lo vede. Così dicasi di tutta quanta la conoscenza. Non parlate di malvagità del mondo e dei peccati di quest’ultimo. Piangete per essere costretti a veder sempre il male. Piangete per dover vedere ovunque il peccato; e se desiderate aiutare il mondo, non lo condannate, non indebolitelo ancora di più. Poiché che cosa sono il peccato e la miseria se non il risultato della debolezza? ( p. 45).

– Il vero significato della rinuncia.

– La prima impressione che ricaviamo dall’insegnamento impartitoci dalle religioni é che sarebbe meglio per noi se cessassimo di vivere. Alla domanda come potremmo porre rimedio ai mali della vita, la risposta é : rinunciare alla vita. Ciò mi fa ricordare un vecchio aneddoto. Una zanzara si mise sulla testa di un uomo, ed un amico, volendo uccidere la zanzara, le diede un colpo tale che uccise tanto l’uomo che la zanzara ( p. 110 ).

– (La vera rinuncia é la rinuncia alla falsa concezione del mondo, del nostro io che ci siamo fatti. E’ la rinuncia a vedere il mondo come male mentre invece é cosa divina : la vera rinuncia é deificazione del mondo). Esiste (invero ) una gioia assoluta, immutabile. Una tale gioia ( certo ) non può essere quella della nostra vita presente; tuttavia, il Vedanta insegna che la gioia di questa vita non é che una piccola parte della vera gioia, dell’unica gioia che esista. Ad ogni momento, noi godiamo l’assoluta felicità, sebbene questa sia coperta, fraintesa e messa in caricatura. Qualsiasi felicità o gioia, anche quella che prova il ladro nel rubare, é l’assoluta felicità di cui parliamo; soltanto essa é oscurata, contaminata, per così dire, da ogni specie di condizioni estranee, e fraintesa. Ma per comprendere questo, dobbiamo passare attraverso la negazione, dopo di che perverremo al lato positivo della cosa. Dobbiamo abbandonare l’ignoranza e tutto ciò che é falso, acciocché la verità possa cominciare a rivelarsi. Allorché avremo afferrato la verità, le cose alle quali avevamo dapprima rinunciato prenderanno nuova forma, ci appariranno sotto una nuova luce e saranno deificate e sublimate. Allora le comprenderemo nel loro vero senso. Ma per comprenderle dobbiamo anzitutto cogliere un lampo della verità; dobbiamo prima d’ogni altra cosa rinunziare ad esse e quindi riaccoglierle in noi deificate. Dobbiamo abbandonare tutte le nostre miserie e tutti i nostri dolori, nonché tutte le nostre piccole gioie ( p. 136). (In buona sostanza, se ho compreso bene, non possiamo sperare di sederci sul trono del re se continuiamo a considerarci e a comportarci come un mendicante : per sederci sul trono che ci appartiene dobbiamo sapere che siamo il re e dobbiamo comportarci da re ).

– La fonte di ogni debolezza, la fonte do ogni forza.

– Dovunque vi sia il due, esiste paura, pericolo, conflitto, lotta. Se tutto é Uno, chi odiare e con chi lottare ? Se Egli é il Tutto, contro chi combattere ? (…) Finché vedrete i i molti, sarete sotto il peso dell’illusione. “In questo mondo di molteplicità, colui che vede l’Uno; in questo mondo mutevole, chi vede Colui che non cambia, come anima della sua propria Anima, come suo proprio Io, é libero e beato, ed ha raggiunto la meta. “ Sappi dunque che tu sei Lui; tu sei il Dio di quest’universo: Tat Tuam Asi”.

– Sappiate che ogni pensiero ed ogni parola che affievolisca le vostre energie in questo mondo, é l’unico male che esista. Ciò che rende deboli gli uomini ed incute loro timore é l’unico male che esista. Ciò che rende gli uomini deboli e paurosi é il solo male che dovrebbe essere evitato. Che cosa dunque vi spaventa ? Se i soli, le lune e i sistemi planetari vanno in polvere, quale pregiudizio potrebbe derivarne per voi ? State fermi come la roccia, giacchè voi siete indistruttibili. Siete l’Io, il Dio dell’universo. Dite: “ Io sono la Esistenza Assoluta, la Beatitudine Assoluta, la Conoscenza Assoluta”, e come un leone che rompa la sua gabbia, rompete le vostre catene e siate liberi per sempre. Che cosa vi trattiene ? Solo l’ignoranza e l’illusione: niente altro può vincolarvi. Voi siete i Puri, gli eternamente Beati.

-Non dobbiamo demoralizzarci per le debolezze della nostra personalità ( del nostro falso io ): com’é logico la forza ci verrà man mano che conosceremo la nostra vera natura.

– La domanda ch’io rivolgo ad ogni uomo o donna o fanciullo, allorché intendono compiere dell’allenamento fisico, mentale o spirituale, é la seguente: Siete voi forte? Vi sentite forte ? Poiché so che é solo la verità a dare la forza. Sono convinto che soltanto la verità può dare la vita. Unicamente il camminare verso la realtà ci farà forti, e nessuno giungerà alla verità senza essere forte.

La forza propulsiva in noi é il pensiero. Riempitevi la mente dei più alti pensieri ed abbiateli costantemente presenti. ( Prima o dopo le azioni seguiranno i pensieri ) ( p. 119).

– No, all’agnosticismo : Dio é, sì, inconoscibile, ma solo in quanto é più che conoscibile.

– ( Noi possiamo conoscer solo ciò che é fuori di noi : un oggetto, rispetto a noi che siamo il soggetto. Senonché) Dio é la essenza delle nostre anime e non possiamo proiettarlo al di fuori di noi ( rendendolo pertanto un “oggetto” passibile di conoscenza ). Dio é il Soggetto eterno di ogni cosa. Come potete voi oggettivare Lui ch’è l’Essenza delle vostre anime, la realtà totale ? In tal senso, vi ripeto ancora una volta : Dio non é né conoscibile né inconoscibile, ma é qualche cosa di infinitamente al di sopra dell’un termine e dell’altro. E’ uno con noi, e ciò ch’é uno con noi é né conoscibile né inconoscibile. Voi non potete conoscere il vostro “io”, non potete muoverlo e rendervelo oggetto di contemplazione, perché voi siete quello e non potete separarvi da esso. E, d’altra parte, non é inconoscibile, perché che cosa potete conoscere meglio di voi stessi ?

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