Oroscopo di Luigi XVI

Postato il Aggiornato il

23.08.1754 – 06h 24m LMT – 06h 13m GMT
Versailles,  Francia
Ascendente Vergine, Sole in Leone

Bisogna riconoscere che il tema di Luigi XVI, a prima vista, è assai sconcertante, e  non  conforme alla fisionomia del personaggio che rappresenta .
Con Luigi XVI possiamo iniziare ad integrare in modo completo i valori di un nuovo pianeta scoperto nel corso della sua esistenza : Urano . Tale astro costituisce indubbiamente la “dominante” del monarca poiché è del tutto prossimo al Discendente ed è quadrato all’MC . Ma non è forse perché Urano è anche al limite dell’opposizione con quattro pianeti ? Sta di fatto che il linfatico Luigi XVI non ha integrato assolutamente, dal punto di vista psicologico ( come invece farà Napoleone I, in situazione paragonabile ), la dinamica uraniana ! Ciò nonostante, il regno e il destino del monarca sono tipicamente sotto il segno dell’astro rivoluzionario . E’ noto che colle sue dissonanze Urano ha la facoltà d’intensificare in modo addirittura esplosivo o d’inibire radicalmente le tendenze dei pianeti coi quali entra in rapporto . Nel caso in oggetto, senza poterne spiegare il motivo, siamo tuttavia in presenza di una situazione in cui Urano svolge il duplice ruolo di inibizione nei confronti della personalità e di esplosione per quanto riguarda il destino .

Luigi XVI

Una seconda difficoltà appare notando la triplice congiunzione Sole-Mercurio-Giove all’ultimo grado del Leone. . Si tratta di uno splendido Giove ! Tuttavia ( ma non è forse qui un’altra prova che il tema è sottoposto alla repressione uraniana, dal momento che il valore di una parte è sempre in funzione dell’insieme, cioè in funzione dell’integrazione al resto del tema ?) l’infelice Luigi XVI non possiede, del tipo giovenale, che le tendenze più elementari se non addirittura le inferiori : certamente,  una costituzione fisica assai vigorosa che gli consente exploits da atleta, nonché  un  appetito  smodato  a  tavola, che si  accompagna a una discreta pinguedine ( l’aspetto “bovino” delle caricature ) . Quanto al Leone non ne parliamo : niente in lui evoca il Leone, né da vicino né da lontano…Bisogna dunque dare la colpa al fatto che il Sole si trova a 29°55’ e Mercurio a 29°40’ del segno e che perciò si tratta di una prevalenza dei valori Vergine ? Questo tema solleva la questione – tuttora irrisolta – se il passaggio da un segno all’altro avvenga con un “salto” netto o se piuttosto si tratti di una graduale trasformazione nel giro di qualche minuto se non di un grado . Questo tema giustificherebbe in pieno, ad ogni modo, la seconda ipotesi, per la quale Luigi XVI risulterebbe un tipo Vergine, anzi un tipo inferiore del segno a causa delle dominanti inibizioni.
L’ascendente è nella Vergine, in compagnia di Marte, e riceve i buoni aspetti del sestile Luna-Saturno . Il ruolo di Saturno non è da trascurare poiché, dal suo segno, è in relazione con il MC, con l’AS, con la Luna, con Venere e attraverso un sesqui-quadrato, all’estremo limite, perfino con la congiunzione Sole-Mercurio-Giove . Saturno rinforza quindi Urano sotto il profilo della potenza d’inibizione .
Chi può dubitare che Luigi XVI sia un tipo Vergine inibito ? Già da ragazzetto appare indolente, taciturno, chiuso, timido, saggio, esageratamente modesto, diffidente di se stesso, portato sempre a mettersi in disparte e a dare l’impressione di una certa pesantezza generale . Dominato da un vero complesso d’inferiorità ( rinforzato, con la Luna in III, dai suoi rapporti con i fratelli ),verrà soffocato dal proprio ruolo e risulterà privo di fiducia in se stesso, sempre esitante a prendere la benché minima decisione e persuaso di non poter altro che sbagliarsi . Quando Luigi XV lo presenta come “il Delfino” si mette a piangere e quando, a vent’anni, apprende di essere “il Re” si abbatte dicendo : “Quale peso ! E nessuno mi ha insegnato come fare a sostenerlo ! Ho l’impressione che l’universo stia per cadere sulla mia testa” .
D’altronde lo vediamo ( e qui agisce soprattutto la situazione armonica Ascendente-Luna-Saturno ) coscienzioso e scrupoloso, attratto da piaceri modesti, fatto per condurre una vita semplice e onesta. E’ un giovane re quando, di fronte alle difficoltà finanziarie, decide rapidamente di ridurre gli appannaggi della monarchia e soprattutto quelli personali ; il gusto per l’economia si spinge fino a suscitare le canzonature  mentre i cortigiani protestano per la sua parsimonia . Le sue vedute sono ristrette ma offre l’immagine di una sovranità virtuosa . Per il resto, i suoi interessi sono limitati e modesti ; eccetto la passione per la caccia si dedica a quei mestieri manuali che convengono al suo vigore fisico : trascorre ore e ore nel suo laboratorio intento a limare chiavi, serrature e a lavorare il legno ( qui si riconosce il Marte-Vergine ) . Infine, questo essere inibito rimane a lungo insensibile, indifferente e imbarazzato di fronte alle grazie della regina che sarà sua solo dopo sette anni di vita coniugale , a partire da questo momento diverrà un uomo debole e dominato, incapace di rifiutare alcunché e schiavo dei capricci di Maria Antonietta .
Ecco l’uomo che avrebbe dovuto far fronte a un’eccezionale situazione uraniana e promuovere una rivoluzione reale ! Appena giunto al potere, la monarchia deve affrontare la prova di una nuova Fronda, di una nuova rivolta dell’aristocrazia, insofferente, che invocava ancora il braccio vigoroso di un Richelieu o di un Luigi XIV, e alla quale avevano aderito tutti coloro che non volevano un ringiovanimento della Francia . Resisterà con coraggio, Luigi XVI, alla consorteria feudale che tenta d’impadronirsi della sua persona ? Ben presto egli si rende conto di non poter essere il monarca rivoluzionario che la condizione del paese richiede : così, anziché assumere il ruolo uraniano, sarà vittima della situazione uraniana che lo concerne . Dapprima, accettando come consigliere Maurepas, si ferma sulla prospettiva di opportune riforme e assume una posizione di debolezza nei riguardi di quella casta di nobili, di vescovi, di legulei, di affaristi decisa a consolidare i propri privilegi senza accorgersi di “venire trascinata nello stesso baratro che essa sta per aprire sotto ai piedi del monarca” . I vari ministri, per volontà o per necessità, pongono il re di fronte all’obbligo di ricostruire lo Stato, di realizzare – a profitto della nazione e della monarchia – una rivoluzione che abolirebbe i privilegi ormai ingiustificati della veste, della spada e di certi organi costituiti . Le successive esperienze di Maupeou, Turgot, Necker, Calonne e Brienne vengono abbandonate e falliscono dato che il re è come paralizzato dai suoi princìpi e appare schiavo dell’oligarchia, condannato all’apatia, all’indifferenza e infine alla rassegnazione . L’inevitabile convocazione degli Stati Generali  fece poi nascere un’altra rivolta, in questo caso diretta contro i nemici del re:  i privilegiati . La nascente rivoluzione avrebbe ancora potuto essere reale : a quel punto non era che borghese e la monarchia avrebbe potuto adattarsi perfettamente all’ascesa della nuova classe sociale. L’attacco alla Bastiglia avvenne al grido di “Viva il Re !” .
Sarebbe stato allora opportuno prendere le parti dei riformatori contro i beneficiari degli abusi . Ma Luigi XVI, prigioniero di pregiudizi religiosi, tradizionali e morali, non seppe assumere la direzione del movimento riformatore ; e Dio sa se non mancarono le occasioni per canalizzare la Rivoluzione nel senso monarchico attraverso l’alleanza del re con un popolo che si aspettava tutto da lui !
Il resto è noto . L’intero problema e il dramma reale della Rivoluzione francese appare nel tema di Luigi XVI con la posizione particolare di Urano al momento della nascita del monarca .

* Come detto nelle “Avvertenze” l’oroscopo di Luigi XVI si deve al Barbault .
Luigi XVI : analisi grafologica di P. Moretti

Ecco i giudizi del Grafologo sul “soggetto” sottoposto al suo esame ( che noi sappiamo essere Luigi XVI ma che il Grafologo ignorava essere tale ).
L’intelligenza del “soggetto” viene dal Grafologo valutata “quantitativamente sulla media ; qualitativamente non di conclusione propria, ma assimilatrice delle conclusioni altrui” . “Da ciò la tendenza a farsi soverchiare, ad essere abbindolato” ; tanto più che il soggetto “ha la tendenza, non a una condotta lineare, ma a farsi trasportare ad agire secondo le ragioni dell’ultimo arrivato” .
Il soggetto “ ha la tendenza alla facilità dell’intenerimento sessuale” e “coloro che gli offrono l’esca alla sensualità, hanno la potenza di comandare su di lui, di intimidirlo, di far di lui quello che vogliono” .
Egli non solo è “indeciso” , ma tende alla “vigliaccheria” : “sentendosi in pericolo, egli tende a togliersi da qualunque responsabilità abbandonando baracca e burattini, non importandogli della cattiva fama che si viene a procurare” .
“Potrebbe essere un buon padre di famiglia che tuttavia si fa prendere la mano dalla moglie bisbetica e dai figli” .
Insomma, conclude il Grafologo, si tratta di un soggetto “non atto a governare per la mediocrità e la ristrettezza delle vedute e per la facile remissività” : avrebbe potuto essere “ un lavorante di falegnameria o di ferro, ma non un governante” .

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