Passi tratti da “Guida allo Yoga” – Edizioni Mediterranee

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Avvertenza: Guida allo Yoga  é composto di estratti di lettere scritte da Sri Aurobindo in risposta a domande specifiche rivolti. Gli dai suoi discepoli.
Tenga presente il lettore che i passi che potrà di seguito leggere spesso rappresentano l’estratto….dell’estratto di tali lettere già operato dai Compilatori del libro .

I – I libri parlano spesso di rinuncia, dicono che si deve rinunciare alla proprietà,agli attaccamenti, ai desideri. Sono arrivato alla conclusione che finché si ha bisogno di rinunciare a qualcosa, non si batte il sentiero del nostro yoga. Si é pronti per la realizzazione supermentale quando si è completamente disgustati delle cose come esse sono e non si deve più far violenza a se stessi per disfarsene. Se le costruzioni del Sovramentale ( il mondo che ha costruito e l’ordine attuale che lo sostiene ) vi soddisfano ancora, non potete sperare di partecipare a questa realizzazione. Soltanto quando troverete il mondo disgustoso, insopportabile, inammissibile, sarete pronti per il cambiamento di coscienza.. Per questo non concedo importanza all’idea della rinuncia. Rinunciare significa abbandonare ciò che si apprezza, che si deve gettare lungi da sé ciò che si crede valga la pena di essere conservato. Dovete sentire invece che il mondo é spaventoso, stupido, brutale e pieno di sofferenze intollerabili; una volta che il vostro modo di sentire sia orientato in tal senso, tutto il fisico, tutta la coscienza materiale che non accetta più tutto ciò e vuole un cambiamento, griderà: “Voglio un’altra cosa, qualcosa di vero, di bello, pieno di delizia, di conoscenza e di coscienza” .
Qui tutto galleggia su un mare di fosca incoscienza. Ma se risolutamente volete il Divino, impegnando tutta la vostra volontà, la vostra aspirazione e la vostra intensità, Esso verrà certamente. Non si tratta semplicemente di migliorare il mondo. Molti reclamano un cambiamento di governo, riforme sociali, opere di filantropia, immaginandosi che con ciò il mondo diverrà migliore. Noi vogliamo un mondo nuovo, un mondo vero, un’espressione della Coscienza – Verità. Verrà, dovrà venire – e quanto prima tanto meglio.
Non bisogna tuttavia che sia unicamente una trasformazione soggettiva. L’intera vita fisica dev’essere trasformata. Il mondo materiale non si accontenta di un semplice cambiamento della nostra coscienza; ci dice in sostanza: “ Tu ti ritiri nella beatitudine, divieni luminoso, ottieni la conoscenza divina, ma tutto ciò non mi cambia; rimango sempre l’inferno che sono”. Il vero cambiamento di coscienza é quello che trasformerà le condizioni fisiche del mondo e ne farà una creazione interamente nuova.

II – La fede non dipende dall’esperienza; é qualcosa che esiste prima dell’esperienza. Quando s’incomincia lo Yoga, l’inizio non é generalmente basato sulla forza dell’esperienza, ma sulla fede. Non  soltanto é così nello Yoga e nella vita spirituale, ma anche nella vita comune. Tutti gli uomini d’azione, esploratori, inventori, creatori di conoscenza, procedono con la fede finché la prova non si presenti o l’impresa riesca, e vanno avanti malgrado le delusioni, i fallimenti, le contraddizioni, le negazioni, perché vi é qualcosa che dice loro che sono sul cammino della verità e che l’impresa dev’essere portata a termine.
III- ( …..) Il Sé impersonale non ha alcun potere di cambiare o divinizzare la natura. Per questo si deve andare oltre il Sé impersonale e cercare il Divino che é ad un tempo personale e impersonale e al di là di questi due aspetti.

IV- L’impersonalità in sé non é il Divino. Tutti questi errori possono essere commessi – e lo sono – da molti che pretendono di essere in una coscienza impersonale. Una forza può essere universale, ma può essere anche una forza negativa.  Molti pensano di essere impersonali e liberati dall’ego perché obbediscono a una forza o a qualcosa più grande della loro personalità, ma quella forza o quel qualcosa può essere ben altro che il Divino, e possederli attraverso qualche elemento della loro personalità o ego.

V –  L’assenza di amore e di simpatia non é una condizione indispensabile per essere vicini al Divino; al contrario, il senso di vicinanza e di unità con gli altri fa parte della coscienza divina, nella quale penetra il sadhaka nell’avvicinarsi e nel sentirsi uno con il Divino.

VI- I difetti della Vostra natura non hanno nessuna importanza. Solo é importante che vi manteniate aperto alla Forza. Nessuno può trasformarsi senza aiuto e mediante i propri sforzi. Solo la Forza divina può trasformarvi. Mantenetevi aperto, tutto il resto verrà compiuto per voi.

VII- Osservare continuamente le proprie colpe e i propri falsi movimenti genera depressione e scoraggia la fede. Volgete piuttosto lo sguardo verso la luce che sopraggiunge, anziché verso l’oscurità presente. La fede, il buonumore, la fiducia nella vittoria finale sono degli aiuti, in quanto facilitano e affrettano il progresso finale.
Apprezzate di più le buone esperienze che avete. Una esperienza come quella che mi avete descritta é più importante dei passi falsi e degli insuccessi.

VIII- L’idea di venire sottoposti a prove non é un’idea sana e non dev’essere spinta troppo oltre. Le prove, infatti, non sono inflitte dal Divino, ma dalle forze dei piani inferiori – mentale, vitale e fisico –  che il Divino tollera perché fanno parte dell’educazione dell’anima e l’aiutano a conoscere se stessa, i propri poteri e i limiti che debbono essere superati. La Madre non vi mette ogni momento alla prova; vi aiuta anzi costantemente ad elevarvi al di sopra della necessità delle prove e delle difficoltà, necessità che appartiene alla coscienza inferiore. Essere sempre cosciente di quest’aiuto sarà la vostra migliore difesa contro tutti gli attacchi, sia che vengano dalle forze avverse sia che vengano dalla vostra natura inferiore.

IX- Ho osservato che il sesso, così come l’ego ( orgoglio, vanità, ambizione ), le brame e i desideri rajasici; è una delle principali cause degli incidenti spirituali che capitano nel corso della sadhana. Il tentativo di trattarlo con distacco, senza estirparlo completamente, é un fallimento; volerlo “sublimare”, come lo preconizzano molti mistici moderni europei, é un’esperienza assolutamente temeraria e pericolosa, perché proprio la mescolanza di sesso e spiritualità causa i danni maggiori. Anche tentare di sublimarlo, volgendolo verso il Divino come nel madhura bhava vishnuita, comporta seri pericoli come spesso é provato dai cattivi risultati di una falsa disposizione o di un uso sbagliato di questo metodo. (……….)
L’opinione contraria di cui parlate, deriva forse dall’idea che il sesso é una parte naturale dell’insieme vitale-fisico umano, una necessità come il cibo e il sonno, e che la sua totale inibizione può portare squilibri e seri disordini. E’ vero che il sesso, se soppresso nella sua attività esteriore, ma favorito in altre maniere, può provocare disordini nel sistema nervoso e squilibri cerebrali. Su tale presupposto si basa la teoria medica che sconsiglia l’astinenza sessuale. Ma ho notato che tali disordini si producono solo quando un appagamento segreto e pervertito sostituisce l’attività sessuale normale, o quando ci si abbandona ad essa in qualche maniera vitale sottile, con l’immaginazione o tramite uno scambio vitale invisibile di genere occulto. Non penso che possa derivarne alcun male quando esiste un autentico sforzo verso la padronanza e l’astinenza.  Molte autorità mediche europee sostengono attualmente che l’astinenza sessuale, se é autentica, é benefica perché l’elemento del retas  che serve all’atto sessuale é allora trasformato nell’altro elemento, ojas, che nutre l’energie del sistema – mentali, vitali e fisiche -. e giustifica in tal modo l’idea del brahmacharya  indiano; la tarsformazione di retas  in ojas e l’ascesa delle sue energie per cambiarla in forza spirituale.

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