Leggi morali

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Tutti noi sappiamo che il mondo fisico é governato da certe leggi: bevo della stricnina e…muoio, tocco la stufa incandescente e…mi brucio. Ciò tutti lo sappiamo; ma non tutti siamo pronti a riconoscere che leggi altrettanto rigorose governano il mondo morale ( o, se vogliamo esprimerci diversamente, la nostra mente, la nostra psiche). Eppure é così: ci sono leggi nel mondo morale che, a colui che le infrange, apportano un sicuro danno e, a colui che le osserva, arrecano un altrettanto sicuro beneficio.

Antonio ha rubato dalla cassa della ditta: nessuno l’ha visto, nessun poliziotto l’arresta e nessun giudice lo condanna: l’ha fatta franca? Eh no, gli altri non sanno, ma la sua coscienza sa e gli deforma il carattere: dov’é l’uomo che a tavola scherzava con moglie e figli portando loro allegria e buonumore ? Ora a capotavola c’é un uomo reso, da un inconfessabile ricordo, sgarbato nel gesto e rude nella parola (1): tu, Antonio, credevi di portare a casa, con i soldi rubati, il benessere e, invece, vi hai portato un veleno, che, contagioso, intossica la mente tua e quella dei tuoi cari: vi hai portato la droga, l’adulterio e le liti fraterne: non hai fatto un buon guadagno a rubare, tutt’altro.

Liberandia é un paese molto forte e potente, può fare, se trova un pretesto, un sol boccone del piccolo paese di Iranolandia. Il pretesto é ben presto trovato ( ed é naturale che così sia: il lupo trova sempre una buona ragione per mangiare l’agnellino) e Liberandia occupa e sottomette Iranolandia ( portando ad essa, questo va da sé, la libertà di voto, la democrazia, la parità dei sessi ecc.ecc. ). Tutto bene per Liberandia? delitto perfetto ? Si direbbe di sì: il petrolio é assicurato, le borse galloppano, le fabbriche aumentano la loro produzione e le loro vendite. Ma c’é un piccolo particolare: i governanti di Liberandia, per ottenere tutto questo, hanno dovuto scrivere, nella loro mente e in quella dei loro governati, una postilla al quinto e al sesto comandamento: “Tu non ucciderai, tu non ruberai, salvo che tu lo possa fare a danno del più debole e impunemente”. Certo tale postilla é sfuggita al novanta per cento della popolazione ( la propaganda ha funzionato a dovere!); ma il dieci per cento di essa, quel dieci per cento fatto dalla gente più sveglia ed evoluta, quel dieci per cento che in definitiva é l’unico che conta in ogni Nazione, tale postilla l’ha ben avvertita e vi si é perfettamente adeguato…applicandola anche nei riguardi dei compatrioti. Ed un oscuro malessere si é diffuso così nel Paese: la gente, che era abituata a dormire con la porta aperta, ora si barrica in casa ( i furti e gli omicidi sono aumentati!), gli uomini d’affari, che erano abituati a stringere i loro accordi con una semplice stretta di mano, ora non stipulano un contratto, se non hanno l’assistenza di un legale e non ricevono certe garanzie ( ma il legale e tali garanzie costano, e il loro costo é un peso morto che grava su ogni transazione: di conseguenza la moneta vale meno!) (2). Eh no, a pensarci bene il popolo di Liberandia non ha fatto un buon affare a invadere contro ogni buon diritto il povero popolo di Iranolandia!

E come l’infrazione delle leggi morali porta danno e disgrazia, così la loro osservanza porta fortuna, felicità e benessere. E non perché il Cielo voglia premiare certe azioni

e castigarne altre: il vento di Dio soffia eguale per tutti, ma per giovarsene e far navigare veloce la nostra navicella dobbiamo issare le vele ( é una legge di fisica e di morale! ): alcuni lo fanno ( sono i buoni ), altri se ne astengono ( e sono i cattivi).

Ecco là, Bruto, così intelligente, così profondo, ma con l’aria tanto triste ( con tutta evidenza, il vil volgo profano che lo circonda, lo urta e gli dà fastidio ): ha il fisico malaticcio, la gente lo rispetta ma…lo evita, e le donne lo snobbano. Ecco invece Antonio, egli non é certo di profondo pensiero come Bruto, ma ama la gente, é indulgente verso i suoi peccati ( anche perché riconosce di averne anch’egli commesso un bel po’) e sa guardarla con simpatia: inutile dire che il suo fisico é eccellente, la gente fa crocchio intorno a lui e le donne lo adorano.

Che ingiustizia, dici, tu, Bruto? Ma perché mai?! Il vento soffiava, sia per te che per Antonio, con eguale forza, ma la sua navicella aveva le vele dispiegate e la tua, no: che la sua procedesse veloce e la tua ristagnasse neghittosa é una legge di fisica, é una legge morale (3)!

Note

(1) Da Emerson ( Saggi, p. 129 ): “ Un uomo passa per quel che vale. Egli porta stampato in lettere di fuoco, ciò che é, sul proprio volto, sulla propria forma. Né la dissimulazione né la millanteria gli servono a nulla. C’é una confessione negli sguardi dei nostri occhi, nei nostri sorrisi, nei nostri saluti e nello stringere la mano. Il suo peccato sporca e sfigura ogni buona impressione. Gli uomini non sanno perché non hanno fiducia in lui, ma non ne hanno fiducia. Il suo vizio si riflette nei suoi occhi, taglia linee di espressione volgare nel suo viso, assotiglia il suo naso, pone il marchio della bestia dietro la sua testa, e scrive “o folle, o folle” sulla testa dei re.

Se non volete essere conosciuti nel fare qualcosa, non fatela. Un uomo – é sempre Emerson che parla – può giocare a fare il pazzo nei turbini del deserto, ma ogni granello di sabbia sembra che lo veda. Può essere un mangiatore solitario, ma non può mantenere a lungo la sua sciocca decisione. Una complessione debole,uno sguardo brutale, degli atti ingenerosi e il bisogno di un vero sapere, tutto parla. Può un cuoco, un Chiffinch, un Iachimo essere scambiato per Zenone e per Paolo ? Confucio esclamò: “Come può un uomo restare nascosto? Come può un uomo restare nascosto?”.

D’altro canto – continua Emerson – l’eroe non ha paura del fatto che, se egli tiene nascosta un’azione giusta e coraggiosa, essa resterà senza testimoni e che perciò egli non sarà amato. Uno solo la conosce, egli stesso,ed egli é vincolato da essa alla dolcezza della pace, alla nobiltà dello scopo, le quali costituiranno alla fine una proclamazione di essa più efficace e più bella del racconto dell’incidente.

La virtù é aderenza nell’azione alla natura delle cose, e la natura delle cose la rende vincitrice. Essa consiste in una perpetua sostituzione dell’essere al sembrare, e con sottile proprietà Dio é descritto come colui che dice: Io sono.

La lezione a cui queste considerazioni conducono é questa: “Siate e non sembrate”. Accettiamola”

Grande Emerson, vero?!

(2) Emerson ( nel saggio “La ricchezza”, in Energia Morale, Sandron editore, p. 228 ): “Se togliamo dal mondo degli affari di una città, dieci onesti commercianti e li sostituiamo con altrettanti farabutti che dispongano degli stessi capitali, la tariffa delle assicurazioni mostrerà subito il cambiamento; ne verrà scossa la saldezza delle banche: le strade saranno meno sicure, le scuole ne risentiranno e i bambini porteranno a casa la loro piccola dose di veleno; il giudice si sentirà meno sicuro sulla sua scranna e le sue sentenze saranno meno giuste, perché egli non avrà più quell’appoggio e quel freno di cui tutti hanno bisogno; e perfino il pulpito ne subirà gli effetti, favorendo una regola più rilassata di vita. Un melo, se ogni giorno togliamo dalle sue radici una manata di sabbia, finirà nell’accorgersene; un melo é una creatura assai stupida, pure se si prosegue per qualche tempo in questa sostituzione, comincerà a sospettare qualcosa. E se noi togliessimo dalla potente classe dei commercianti un centinaio di uomini onesti e li sostituissimo con cento cattivi o, il che é lo stesso, se introducessimo nel ceto commerciale un elemento demoralizzatore, il dollaro, che non é molto più stupido del melo, non finirebbe coll’accorgersene ?”.

(3) Vivekananda ( Jnana Yoga, p. 201): “ Dov’é e che cos’é il destino? Mietiamo ciò che abbiamo seminato. Noi siamo i fattori del nostro fato. Nessun altro può averne il biasimo o la lode. Il vento soffia: i bastimenti che hanno le vele spiegate lo prendono e vanno avanti per il loro cammino; ma quelli che non hanno le vele spiegate non riescono a prenderlo. Ne ha colpa il vento ?Ne ha colpa il Padre misericordioso, il cui vento di pietà soffia incessantemente giorno e notte, la cui misericordia non viene mai meno ?Che colpa ne ha lui se alcuni di noi sono felici ed altri infelici ? Siamo noi che ci creiamo il nostro destino: il sole divino splende tanto per i deboli quanto per i forti tanto per i santi quanto per i peccatori. Egli é il Signore di tutto, il Padre di tutto, misericordioso e imparziale. Volete dire ch’ Egli, il Signore della creazione, riguardi le piccole cose della nostra vita alla stessa luce sotto cui noi le riguardiamo ? Che idea degenere di Dio é mai questa! Noi siamo dei pupazzi intenti qui alle nostre misere lotte, e crediamo scioccamente che Dio voglia pure prendervi parte seriamente come noi ve la prendiamo. Egli sa quale valore abbia il gioco dei pupazzi. I nostri tentativi di scaricare il biasimo su di Lui, e di fare di Lui un punitore od un premiatore sono semplicemente assurdi. Egli non punisce né ricompensa. La Sua infinita misericordia é aperta a chiunque, in ogni tempo, in ogni luogo ed in qualsiasi circostanza. Da noi dipende il modo di usarla”.

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