Aborto

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Quando lo spermatozoo maschile feconda l’ovulo femminile si forma una piccolissima cellula iniziale ( detta “zigote”). Questa cellula evolve lentamente per vari stadi (1); sempre protetta nel grembo della femmina e nutrendosi attraverso di lei : il termine ( fisiologico ) di tale evoluzione é un feto capace di vita autonoma ( rispetto al corpo materno ): il bambino.

Si dice aborto l’interruzione di questo processo evolutivo ( prima che il feto divenga autonomo e vitale: un bambino, un infante ). Tale interruzione può avvenire per cause naturali o essere provocata. Qui dobbiamo vedere se é lecito provocarla.
Alcuni cenni storici.
Lo Scintoismo ( com’é noto, particolarmente diffuso in Giappone ) e il Buddismo non stabiliscono nessun divieto contro l’aborto. Le altre ( Grandi ) religioni: Islamismo, Giudaismo, Cristianesimo, fanno dipendere la soluzione del problema della liceità dell’aborto dalla risposta che si deve dare ad un’altra ( difficile ) questione: quella del momento in cui l’anima prende possesso del feto ( per cui si parla di “ominizzazione” del feto ). Sul punto Aristotile insegnava che l’animazione del feto non avviene al momento del concepimento, ma dopo alcuni giorni ( 40 per i maschi e 80 per le femmine ). E tale tesi fu seguita da alcuni grandi Dottori della Chiesa, come S. Tommaso e San Alfonso De’ Liguori, e, più recentemente, Rosmini. Ancor oggi autorevoli teologi cattolici accettano la tesi dell’ominizzazione ritardata e la fissano chi al 10° giorno ( cioé al momento dell’annidamento ) (2), chi tra il 15° e il 40° giorno ( periodo in cui si forma la corteccia cerebrale ). Però la teoria ufficiale della Chiesa é quella dell’animazione immediata: fin dalla fecondazione dell’ovulo, l’anima esiste e, pertanto, sin da tal momento l’aborto é vietato. Il Giudaismo e l’Islamismo, invece, partono dall’idea che l’uomo venga ad esistenza solo dopo un certo periodo di gestazione: che per il Giudaismo é di 40 giorni e per l’Islamismo di 120 giorni (1)
Nostra opinione
Noi riteniamo illecito l’aborto e fin dal concepimento. A questa conclusione noi giungiamo per ragioni sostanzialmente identiche a quelle che, secondo noi, giustificano l’inammissibilità dell’omicidio – Ragioni che esporremo nella voce “omicidio” e , che anticipiamo, non ritengono che l’inammissibilità di questo sia dovuta al fatto che con esso si priva del “bene della vita” un essere. Però alla nostra stessa conclusione dovrebbe giungere ( e con ancor più motivo) chi invece ritiene l’inammissibilità dell’omicidio proprio per questa ragione, perché priva del bene della vita un essere. Questo vorrebbe la logica. Infatti a partire dal concepimento si mette in moto un processo che donerà la vita a un essere. Quindi interrompere tale processo significa indiscutibilmente privare quest’essere della vita. Ed é questo quel che conta; non il fatto che il feto non sia ancora un “uomo” ( cioé non sia ancora raggiunta la “ominizzazione” del feto ) . E neanche che il feto percepisca o no come una sensazione dolorosa la sua soppressione con l’interruzione della gravidanza: forse che non si considera illecito l’omicidio anche se l’omicida usa mezzi indolori per la sua vittima?
Di più, chi trova la ragione del divieto dell’omicidio nella privazione del bene della vita che l’uccisione arreca all’ucciso, siccome deve ben riconoscere che l’ucciso é privato di tanta più vita quanto più gliene sarebbe restata da vivere, deve anche concludere che tanto più l’uccisione dovrebbe essere considerato grave quanto meno l’ucciso si é inoltrato nel sentiero della vita e che dovrebbe essere considerato gravissima quando l’ucciso neanche tale sentiero ha fatto in tempo a calcare ( perché in tal caso egli é privato, non di una parte, ma di tutta quanta la vita! ).

Note:

(1) E non manca chi sostiene che neanche al momento della nascita l’anima entri completamente nel bambino. Ecco quel che dice sul punto uno dei più grandi Filosofi contemporanei , Mikhael Aivanhov ( le cui parole noi traduciamo da Le langage symbolique, langage de la nature, edito da Prosveta nel 1985 ): “Molti pensano che l’anima umana entri nel corpo del bambino dall’inizio della gestazione. Ciò non é esatto. Tutti i grandi Iniziati, che traevano dalla loro chiaroveggenza un sapere reale, ci hanno detto che l’anima s’installa nell’uomo per gradi successivi nel corso della vita. “ Ma, direte voi,nel seno della madre il corpo del bambino respira, si nutre, il suo cuore batte, dunque la sua anima é là”. Sì, solo l’anima può animare la materia e renderla vivente; ma ciò nonostante, durante la gestazione, l’anima del bambino non é ancora pienamente installata. Ora vi spiego. Bisogna sapere che l’essere umano possiede più anime. Se voi leggete i filosofi greci neoplatonici e certi Padri della Chiesa, voi vedete che anche loro pensavano che l’uomo possiede più anime. La prima, che noi chiameremo anima vitale, é puramente vegetativa, essa non é cosciente, essa si occupa dei processi fisiologici: la nutrizione, la respirazione, la circolazione. La seconda, più evoluta, é chiamata anima animale. La terza, anima emozionale. La quarta é l’anima intellettuale o razionale. Infine viene l’anima divina, che é pura luce. Non bisogna confonderla con la precedente: la Scienza esoterica lo sottolinea bene, l’anima intellettuale, quella che ragiona e riflette, può anche non essere ancora visitata da questa anima divina, che solo gli Iniziati ricevono in pienezza alla fine della loro evoluzione.

Consideriamo ora ciò che avviene nella donna che attende un bambino. La maggior parte delle donne non si rende conto di quello che avviene in loro durante la gravidanza o non vi attribuiscono nessuna importanza. Alcune, ciò nonostante, più coscienti e illuminate, sentono che l’anima prossima a reincarnarsi nel loro bambino sta presso di loro, e lavora con loro, in stretta collaborazione, per costruire la sua futura dimora, il corpo fisico: catapecchia, palazzo o tempio…ciò dipende dai casi (…..)In seguito, al momento della nascita, l’anima dice addio a sua madre, si separa da lei ed entra nel bambino col suo primo soffio. Essa, dunque, si infila in lui quando comincia a respirare (…..) Ora quella che é là con la madre, prima della nascita del figlio e che entra in lui con il primo respiro, é l’anima individuale: essa vi resterà tutta la vita dal primo respiro all’ultimo. Ma delle altre anime vanno, in periodi diversi, ad arricchire ed abbellire quest’anima individuale. All’anima vegetativa, che é giunta per prima ad animare l’embrione nel seno della madre,va ad aggiungersi, verso l’età di sette anni, l’anima animale, volontaria. Si crede ordinariamente che l’anima si installi definitivamente verso quest’età; no si tratta solamente dell’anima “animale” , volontaria. Dalla nascita ai sette anni, il bambino non cessa di muoversi, di camminare, di correre, di gesticolare, e a sette anni, al momento in cui l’anima animale si é completamente installata in lui, si può dire ch’egli ha acquistato un’autonomia di movimento, la padronanza dei suoi gesti. Ma dopo qualche tempo ha già cominciato un nuovo periodo in cui prova delle emozioni, dei sentimenti: é l’anima emozionale che fa a poco a poco l’entrata in lui. Verso i quattordici anni, al momento della pubertà, quando quest’anima emozionale arriva alla maturità, essa entra definitivamente e lo spinge ( e lo guida ) con la sessualità e i sentimenti (….)Infine, verso i ventun anni, é l’anima intellettuale, razionale, che s’installa”.

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